Carta Etica

Carta etica della società

Finalità della società:
• Creare il senso di appartenenza alla società ASD Brescia Sport Più;
• Contribuire alla crescita degli atleti come persone dotate di
maturità, responsabilità, rispetto di sé e degli altri;
• Promuovere i valori di lealtà e onestà;
• Mettere al centro del progetto la persona;
• Promuovere il Badminton
• Formare atleti dotati di etica sportiva.

LE NOSTRE FIGURE IDEALI
Allenatore
• E’ un insegnante, istruttore , educatore.
• E’ esempio di lealtà e correttezza.
• E’ attento ai bisogni degli atleti e capace di dialogare con loro.
• Indirizza i bambini e ragazzi verso l’autonomia.
• Dimostra forte senso di appartenenza al progetto.
• Non cerca alibi.
• È imparziale nei confronti degli atleti.
• È positivo e ottimista.
• È rispettoso nei confronti di tutti.
• Riesce a costruire rapporti di fiducia con gli atleti.

Atleta
• E’ educato e dotato di autocontrollo.
• È motivato, impegnato e ambizioso.
• E’ collaborativo e disponibile.
• Sicuro, coraggioso, con personalità.
• È responsabile e maturo.
• È capace di affrontare le difficoltà in prima persona parlando con
l’allenatore.
• Non cerca alibi.
• Convinto che vincere significa aver dato il massimo.
• Si prende cura della propria persona.
• È in grado di imparare da una sconfitta.
• Si impegna sempre a dare il massimo per i propri obiettivi
Genitore
• E’ collaborativo e disponibile.
• E’ positivo e ottimista.
• E’ rispettoso dei ruoli.
• Crede nel progetto che la società propone al figlio.
• Apprezza il figlio a prescindere dal risultato sportivo sostenendolo
nei momenti di difficoltà.
• Dimostra educazione e rispetto per tutti.
• Risolve gli eventuali problemi con le persone interessate e nelle
sedi opportune.
• Accetta la sconfitta con serenità ed è consapevole che la vittoria
sarà il risultato dell’impegno e della determinazione.

REGOLAMENTO
Gli allenatori, consapevoli di essere esempio per i ragazzi, si impegnano a:

• Programmare l’attività pianificandola con cadenza bimensile,
mensile, settimanale e giornaliera.
• Presentarsi in palestra in orario.
• Verificare la presenza degli atleti e accertarsi del motivo di
eventuali assenze.
• Partecipare alle riunioni tecniche che rappresentano un momento di
confronto e discussione.
• Partecipare alle riunioni con i genitori organizzate durante la
stagione agonistica.

Gli atleti, sono i protagonisti del progetto societario e quindi:

• Hanno il diritto di sbagliare e il dovere di migliorare.
• Lavorano per diventare autonomi.
• Devono comportarsi seriamente e con responsabilità.
• Sono consapevoli del fatto che l’impegno scolastico è parte
integrate della crescita formativa in ambito sportivo.
Gli atleti sono tenuti a organizzare il proprio tempo in maniera
ottimale per conciliare scuola e attività sportiva con successo.
• Sono tenuti a osservare con estrema puntualità (presentarsi 10’
prima dell’inizio dell’attività per montare i campi) gli orari
stabiliti dalla società per gli allenamenti, le gare e i ritiri.
• Si impegnano al massimo durante gli allenamenti con la convinzione
che i risultati siano determinati dall’impegno e dalla
concentrazione con cui si lavora.
• Rispettano le strutture ospitanti lasciando gli ambienti ordinati e
puliti.
• Si preoccupano di avvertire gli allenatori in caso di
indisponibilità (motivata) a partecipare all’allenamento.

I genitori, per partecipare in modo positivo, costruttivo e coerente con le scelte societarie si impegnano a:
• A far parte della società e del progetto sportivo dimostrando
fiducia, stima e rispetto. Nel momento in cui decadono queste
condizioni è necessario assumersi la responsabilità di cambiare
società.
• Contattare gli allenatori per informazioni, problemi o necessità
particolari, chiedendo un appuntamento che si terrà nei tempi e
nelle sedi opportune.
• Accettare con serenità gli insuccessi del figlio, visto che servono
per crescere. Non demoralizzarlo ma adottare un atteggiamento
positivo nei confronti del ragazzo, dell’allenatore e della società
affinché si stimolino le risorse per ripartire.
• Riservare una buona parola e un incoraggiamento per tutti i ragazzi
della squadra.
• Lasciare libero il ragazzo di crescere. La presenza durante gli
allenamenti è tollerata ma non consigliata.
• Non dare consigli ai ragazzi durante gli allenamenti e le gare, per
questo ci sono già gli allenatori. I ragazzi potrebbero andare in
confusione e non sapere se dare retta all’allenatore o al genitore.
• Non criticare l’allenatore e non parlarne male davanti al proprio
figlio. Questo determina una caduta della fiducia magari costruita
in modo paziente e compromette il rapporto tra il tecnico e l’atleta.

Se ognuno si impegnerà a mantenere il proprio ruolo contribuirà in maniera determinante alla riuscita del progetto societario.